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La commessa
17.10.2013 |
5.841 |
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"Continuo la prova delle scarpe fino a che non decido a malincuore di tornare in abiti maschili..."
Primi anni novanta....come tutte le sorelline dalle calze della mamma decido di cominciare ad acquistare delle cosine mie e solo mie come una vera donna.Il negozio in zona Termini a Roma e' specializzato in abbigliamento sexy . Con un po' di timore entro e trovo la commessa una signora sui 55 ben messa. Abbigliata come una signora deve con gonna e calze color naturale chiedo di acquistare dei collant 40 den. Mi consiglia delle Nobis color bronze che a suo dire sono le migliori.
Come prima volta la signora non aveva realizzato che fossero per la sottoscritta ma nel corso delle mie visite successive, almeno una a settimana, comincio' a capire per chi fossero tutte queste calze ed accessori che provavo ed a volte compravo.
Finalmente un giorno entrando e cominciando a guardarmi in giro direttamente mi chiede se avevo voglia di provare una gonna. Non immaginate l'eccitazione che provai sentendomi in quel momento veramente una donna nel suo habitat naturale. Non persi ovviamente l'occasione e dunque mi mostro' una minigonna a fiorellini che indossai immediatamente nel camerino. Sotto avevo, come sempre, i miei collant .
Indossata la gonna nel mentre mi aggiustavo le calze per vedermi allo specchio la signora mi chiede se puo' entrare per vedere come mi sta. La mia eccitazione sale ma cerco di nasconderla sotto i collant. La signora entra e vedendomi cosi abbigliata in gonna e calze mi fa subito i complimenti dicendomi che sembro veramente una donna e che le calze che indosso mi donano molto.
Da buona venditrice di fronte ad una "donna" mi propone di indossare dei sandali -in offerta- che secondo lei combinerebbero molto bene con la gonna che avrei acquistato. Non me lo faccio ripetere due volte. Eccomi dunque nel negozio a passeggiare provando la comodita' delle scarpe in gonna e con sotto i collant.
E' un sogno che si realizza....in quel momento i miei timori si avverano...sola nel negozio con la "mia commessa" non provavo alcun imbarazzo ma temevo che entrassero altre clienti.
Entra una ragazza sui 22-23 anni e vedendomi così abbigliata chiede alla signora chi fossi. Capisco che la ragazza e' la fliglia della signora che lavora part-time nel negozio. I miei timori e timidezze scompaiono immediatamente e mi sento a mio agio come prima.
Continuo la prova delle scarpe fino a che non decido a malincuore di tornare in abiti maschili.
Acquisto dunque la gonna rimandando l'acquisto delle scarpe al mese successivo. Uscendo dal negozio la signora mi chiede il mio nome...ed io spontaneamente utilizzo il primo che mi viene in mente...Marina.
Da allora, sono ancora cliente dello stesso negozio, per la commessa ,(ora e' la figlia della signora a tempo pieno) sono la Signora Marina !
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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